L'inbound marketing non funziona: come affrontare l'Odissea 2.0

L'inbound marketing non funziona: come affrontare l'Odissea 2.0
Qualche volta vi sarà capitato di sentirvi come Odisseo: sulla vostra nave, col sole che picchia forte sulla testa e il mare tutt'attorno per miglia e miglia. Mille domande che balzano nella mente come cavallette e poche risposte che tardano ad arrivare:

“E adesso? Che facciamo?”.

Poi un canto soave, in lontananza, sempre più nitido. È così seducente che subito muovete in direzione della melodia. Si scorgono gli scogli, e le fautrici dell’irresistibile inno: donne bellissime dalla voce incantevole. La strada innanzi a voi si fa chiara: eccola, l’idea che cercavate! È come dicono loro, è ciò che cantano le sirene:

“Inbound Marketing! Oh, Inbound Marketing!”

Infatuati dalla testa ai piedi, cullati da una leggerezza simile al dormiveglia non riuscite più a vedere altro, e in breve tempo la firma è già stata apposta per l’acquisto di una qualche piattaforma di marketing automation. Tutto sembra magico, finché un giorno (quello del primo report numeri-alla-mano)… Puff, l’incanto, di colpo, svanisce.

Marketing automation e inbound marketing non stanno dando i risultati che speravate. Tra i tuoi colleghi comincia a spargersi una voce, che corre veloce di bocca in bocca: “Non funziona. L’inbound marketing non funziona”.

Ebbene, se vi siete trovati in questa situazione e state per mollare tutto, prendetevi un po’ di tempo e cercate prima di trovare risposta alle domande che sto per farvi.

1. E' stata studiata una strategia completa, prima di far partire la macchina dell’automazione?

Senza una strategia ponderata, la macchina rimane una macchina, ed è come una barca senza il suo capitano. Da sola non può far miracoli: solo perché avete pagato per averla, questo non significa che venderete di più. Può sembrare banale, ma ogni strategia è differente da cliente a cliente, e richiede un’analisi approfondita. Anzitutto bisogna scegliere con cura quali canali verranno coinvolti (i Social? Le email? SEO?); poi bisogna definire degli obiettivi concreti da raggiungere (quanti contatti in un mese? Quanti nuovi clienti?). Sono questi i punti di partenza e di arrivo di una strategia efficace (e anche l’unico modo che si ha per misurare i risultati ottenuti).

È stato fatto? Bene, passiamo oltre. Non l'avete fatto? Navigate fino alla prigione senza passare dal “Via”.

2.Avete capito bene a chi si rivolge la vostra strategia?

Il target a cui si sta parlando (che per l’inbound marketing è molto più che una semplice fetta di pubblico, ma vere e proprie Buyer Personas) è cruciale per una buona riuscita del piano. Il vostro target deve essere basato su dati reali, e non su supposizioni. Avete indagato tramite survey? Avete valutato le analisi di mercato? Avete cercato di capire da dove vengono i vostri clienti, quali sono i loro interessi, perché dovrebbero comprare il vostro prodotto o avvicinarsi al vostro brand?

Se l’avete fatto, avanzate. Altrimenti, come direbbe Gandalf:

 
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3. Sicuri di aver creato e curato in maniera puntuale i vostri contenuti?

Questa è una domanda particolarmente importante. Non solo bisogna fare attenzione a come i propri contenuti vengono scritti, ma è necessario anche sapere per chi li si sta scrivendo e per quale fase della Buyer Journey (che è già stata prevista, vero?). Attenzione quando si produce un contenuto: bisogna trovare il giusto equilibrio tra ciò che si ha da dire e ciò che vuol sapere la Buyer Persona, e pianificare con esattezza il peso che questo contenuto avrà nella strategia. E poi… Sono stati ottimizzati tutti i contenuti per i motori di ricerca? Senza ottimizzazione, un contenuto rimane sterile, e non verrà mai trovato dagli utenti, perché non apparirà in alto nei risultati. Con la SEO non si scherza!

Tutto fatto? Se sì, il dado è tratto: potete passare il Rubicone, e andare oltre. Se no, fermi lì. Qualcun altro conquisterà Roma al posto vostro.

4. Siete stati pazienti?

I risultati non arrivano subito. L’inbound marketing fonda la sua strategia sulla realizzazione e promozione di contenuti di qualità e su una fase di lead nurturing paziente ed accorta. Il processo, che deve essere costantemente monitorato, può evolversi in continuazione, rallentando i tempi ma garantendo una raccolta di contatti sempre più caldi e vicini all’acquisto, pronti per essere passati alla forza vendita. Anche i motori di ricerca hanno i loro tempi di indicizzazione: è quindi impensabile di acquisire i primi nuovi clienti dopo poche settimane dall’inizio. Ci sono però altri obiettivi perseguibili nel frattempo, come per esempio l’incremento delle sessioni da organico e la raccolta di nuove lead…

Pensate di aver aspettato abbastanza? Proseguite pure. Non l’avete fatto?

 
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5. Sicuri di saper usare la piattaforma nella sua totalità?

Le piattaforme di marketing automation sono studiate per dare accesso a tutti gli strumenti necessari per poter fare del buon inbound marketing. Email, contenuti, landing page, cta, social media, SEO, reportistica: tutti tool a disposizione dell’utente in attesa di essere messi al lavoro. Siete sicuri di saper incastrare tutti questi tasselli al posto giusto? O ne state usando solo una parte? Inoltre, un conto è la teoria, un altro è la pratica. Sono migliaia gli articoli che si possono trovare online che trattano di come ottimizzare e sfruttare appieno tutti gli elementi a disposizione. Sapete quali sono le best practices per ognuno di questi?

Se la risposta è ancora una volta sì, avete vinto voi: l’inbound marketing non funziona. Se la risposta è no, allora non dovete lasciare che il canto delle sirene svanisca.

Fatevi affiancare da chi queste domande se le pone ogni giorno: scoprite perché scegliere Domino per il tuo inbound marketing.

 

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