Amazon e la Coda Lunga: perché l'e-commerce ha vinto

Amazon e la Coda Lunga: perché l'e-commerce ha vinto

Utili per 92 milioni di dollari e vendite in crescita del 20%, per un totale di 23,18 miliardi di dollari. Sono i dati del II trimestre 2015 di Amazon, e da soli raccontano una storia di successo partita più di 20 anni fa, nel 1994.


La prima versione fondata dall’allora trentenne Jeffrey Bezos era una semplice libreria online con il dominio cadabra.com, è nel 1995 che il più famoso portale di ecommerce online ha acquisito il nome che conosciamo oggi: Amazon. Dalla A, alla Z, come suggerisce la freccia che disegna un sorriso sul logo dell’azienda.

Proprio l’infinita disponibilità di titoli e prodotti ha determinato negli anni il successo del sito: Chris Anderson, ex-direttore di WIRED, ha raccontato questo processo nel saggio La Coda Lunga.

Con questo titolo Anderson indica una rappresentazione grafica del modello di business applicato da Amazon, vediamolo con l’immagine seguente:

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Nell’asse y è indicata la popolarità di un prodotto, e la quantità di copie vendute. Nell’asse x sono indicati - in via immaginaria - tutti i prodotti disponibili nel mondo.

I cosiddetti “Best Seller”, prodotti di maggior successo che vediamo in vendita in tutti i negozi, sono la parte rossa del grafico. Sono presenti sugli scaffali dei punti vendita proprio perchè, anche se occupano uno spazio costoso per l’esercente (affitto dei locali, costo delle forniture energetiche…), garantiscono delle vendite alte che lo ripagano e generano guadagno.

Tutti quei prodotti che invece sono considerati più “di nicchia” e hanno una minor diffusione sono indicati con la parte arancione. Tenere questi prodotti in un negozio fisico non garantisce un guadagno tale da poter pagare il costo della loro esposizione, per cui molti commercianti decidono di non venderli.

È qui che Amazon trova invece il suo punto di forza: conservando i prodotti in magazzini, o distribuendo quelli conservati fisicamente da altri negozi, si riducono al minimo i prezzi di stoccaggio delle merci, allungando potenzialmente all’infinito la loro disponibilità.

Anche se questi prodotti non vendono le stesse quantità di quelli più popolari, generano comunque un profitto, e la somma finale dell’area arancione nel grafico finisce per essere maggiore di quella rossa. Anche se gli ultimi prodotti della Coda Lunga, sulla destra, vendono una sola unità, al sito non costa niente tenere quella singola copia pronta per il cliente che vorrà acquistarla, ovunque esso sia.

Stai pensando ai benefici che potrebbe avere per il tuo business allargare la distribuzione a nicchie di mercato presenti in tutto il mondo?

Ci sono almeno altri 3 motivi per prendere in considerazione un’ecommerce:

  • Le statistiche dimostrano che la maggior parte dei consumatori esprime una preferenza per gli acqusti online rispetto agli offline (il 61% degli americani ha acquistato così i suoi regali di Natale, e il restante 39% ha ammesso di confrontare i prezzi online)
  • Il 93% dei consumatori vorrebbe che anche i business locali offrissero uno shop online
  • A guidare il consumatore nella ricerca è la SEO di un prodotto, un parametro su cui è possibile intervenire con un buon lavoro di marketing inbound

Il marketing inbound è una disciplina che integra o sostituisce le pratiche del marketing tradizionale, agendo sulla realizzazione di contenuti rilevanti per gli utenti, e guidandoli in tutto il processo di acquisto.

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